Atto V - Negazione

Atto V - Negazione

Maine, autunno 2023: un oscuro sentiero in pietra nel bosco in una fredda mattinata di fine ottobre. Lo stretto cammino, circondato dalla vegetazione incolta e irregolare, sembra quasi voler celare una casa in legno che è lì isolata. Un cancelletto arrugginito è rimasto semiaperto, come se la casa fosse abbandonata da anni o addirittura decenni. All'interno di quello che una volta era un bellissimo chalet in stile canadese, ora in rovina, le scale in legno rosicchiate dal Tempo conducono ad una stanza: una mansarda gelida, buioa e cupa, dove nessun raggio di luce riesce a penetrare quel silenzio sinistro di cui sono fatte le pareti. Uno specchio frantumato... alcune vecchie fotografie in parte strappate e sparse sul pavimento... e, al centro della stanza, un pianoforte a coda col coperchio chiuso, dove sopra vi sono delle partiture musicali, bottiglie vuote e alcuni attrezzi da giardino, lasciati in maniera confusa in mezzo a due dita di polvere. Sul lato sinistro del monolocale, un uomo sulla cinquantina dalla barba lunga e incolta è seduto sul letto, rivolto verso la finestra con occhi affaticati e lo sguardo perso nel vuoto. Di tanto in tanto dà un'occhiata al telefono lasciato sul comodino: ancora nessuna chiamata da Herman Gray, il caposquadra dei taglialegna locali. Sono trascorsi già tre giorni dall'ultima volta che ha chiamato. Senza lavoro, l'uomo è quasi al verde, ancora una volta... e, per di più, sta finendo il whisky. Lentamente si rimette in piedi e, con la mano sinistra premuta contro la nuca per frenare il mal di testa, si trascina fino al bagno. Lungo il percorso, si arresta e rimane immobile di fronte allo specchio da camera, leggermente incrinato, a fissare per un attimo l'uomo riflesso: un uomo che una volta la gente chiamava Peter Light.

Lo stesso ticchettio dell'orologio a pendolo, ma in un'altra epoca e in un luogo diverso, risveglia un uomo irrequieto da un altro incubo sinistro. Queenstown, Nuova Zelanda, inizio gennaio 1942. Ogni notte la situazione peggiora, ma tutte quelle immagini e visioni nel sonno rivelano sempre qualcosa di nuovo. Ora più che mai, il tormentato Captain Hook è profondamente determinato ad andare fino in fondo e scoprire qualcosa sulle origini di quelle scene inquietanti, per capire chi possa essere quell'uomo senza volto che lo continua a perseguitare torturandolo nel profondo, come uno spettro oscuro di cui non ha modo di liberarsi. Questa notte, tuttavia, un indizio molto interessante è emerso da uno dei suoi incubi: una modesta tenuta coloniale delimitata da una staccionata in legno, con una buca delle lettere all'entrata che riporta il numero "19-10". Hook è quasi sicuro che quel luogo così stranamente familiare debba trovarsi vicino a Palmerston, Australia, che non molto Tempo prima ha cambiato nome in Darwin. Esita per un attimo, poi improvvisamente e con una fretta schizofrenica, il capitano recupera alcuni effetti personali essenziali buttandoli alla rinfusa in una grossa borsa in pelle. Dopo quasi 20 anni di totale isolamento, sbatte la porta della sua baracca nel bosco, lasciando dietro di sé una vita di sussistenza fatta di notti insonni e monologhi frenetici. Con passo bizzarro, si dirige nel luogo in cui la sua mente tormentata deve per forza appartenere.

Sono trascorsi altri due giorni nel Maine, autunno 2023, in quella residenza isolata nel bosco. Un eco smorzato di sogni distanti e dimenticati risuona ancora nel silenzio tetro dell'attico... ma la porta è stata chiusa ormai da Tempo, lasciando al di fuori una gioventù fatta di vane speranze e ingenue aspettative. Seduto sul pavimento, ancora una volta l'uomo affranto si ritrova conteso tra una tediosa apatia e ricordi tormentosi che, di tanto in tanto, cercano di penetrargli la mente logorata dal Tempo, riportandolo così indietro a quel lontano marzo 1996 quando, in un battere di ciglia, la clessidra fece il suo corso e l'ultima nota del suo pianoforte a coda svanì improvvisamente, per sempre.

denial
Comincia il 1° flashback: L'INCIDENTE. Centre Hospitalier de l'Université Laval, marzo 1996: il cuore gli rimbomba forte nella testa... forme e rumori sono mescolati insieme in maniera confusa... vi è un brusio indistinto di persone che parlano, mentre il suono distante ma ribattente di un elettrocardiogramma mitiga brevemente l'intenso odore di disinfettante. Le porte scorrevoli dell'ospedale si aprono: Peter entra ansioso nella sala d'attesa a fianco del reparto di rianimazione, con occhi sconcertati e carichi di preoccupazione. I signori Okunarashi sono seduti lì, impassibili. La madre di Diana volge lo sguardo verso di lui, senza mostrare empatia, né alcun segno di sorpresa per la presenza di Peter. Diana ha avuto un tragico incidente. Dopo essere atterrata, mentre lasciava l'aeroporto, si accinse frettolosamente ad attraversare la strada trascinando il suo bagaglio voluminoso, noncurante del semaforo rosso. La stanchezza le offuscava la mente; voleva solo essere a casa il prima possibile. Dal nulla spuntò un autobus e una profonda oscurità seguì. Il ginocchio sinistro della ragazza venne totalmente frantumato, il torace schiacciato, l'intero corpo escoriato. Oggi il coma è la sua unica infelice compagnia. Ora, nell'ospedale di Québec City, il chirurgo esce con passo lento dalla sala di rianimazione: con voce chiara e per nulla esitante, afferma che il coma è ormai irreversibile e non vi è più nulla che loro possano fare. Forse un giorno Diana si sveglierà di nuovo ma, se così fosse, nessuno potrebbe sapere in quali condizioni. Il volto di Peter accenna ad un movimento orizzontale di dissenso, mentre l'apice sinistro del suo labbro si protrae, quasi da voler celare un sadico mezzo-sorriso pervaso da un inesorabile senso di negazione. Il giovane musicista volta le spalle alle persone in sala e si dirige verso le porte scorrevoli, incamminandosi quindi verso casa, là dove stasera dovrà affrontare la sua mezzanotte.

Midnight

[Mr. Shadow]:
Shadows fall
(Calano le tenebre)
On my twisted path
(Sul mio sentiero tortuoso)
The raven caws
(Il corvo gracchia)
[Peter Light]:
Crying my name in the night
(Urlando il mio nome nella notte)

[Mr. Shadow]:
Crumbled walls
(Mura crollate)
Rustling, unfamiliar
(Una frusciante e sconosciuta)
Way back home
(Strada verso casa)
[Peter Light]:
Back there where shadows reside
(Di nuovo là dove risiedono le ombre)
Where silence awaits the stroke of midnight
(Dove il silenzio attende il rintocco della
mezzanotte)

[Mr. Shadow]:
Hear the crow!
(Senti il corvo!)
All my walls are cracking
(Tutte le mie mura si stanno incrinando)
Here and now!
(Qui ed ora!)
Negate!
(Negalo!)


That's not real!
(Non è reale!)
Shattering words like blades
(Parole taglienti come lame)
Hide, conceal!
(Nascondi, cela!)
Negate truth!
(Nega la verità!)
And cover the cracks of my crumbling youth
(E copri le crepe della mia gioventù che si sta
sgretolando)

[Peter Light]:
Nightfall
(Il calare della notte)
Coiled in murky twilight
(Avvolto in un crepuscolo ombroso)
Lightless path, moonless sky
(Sentiero privo di luce, cielo privo di luna)
Night calls
(La notte chiama)
Yet, I'm not ready now
(Ora, non sono ancora pronto)
Too soon came the crow
(Il corvo è giunto troppo presto)
The darkest of nights
(La più oscura delle notti)


Night falls
(Cala la notte)
On what I used to call "life"
(Su ciò che un tempo chiamavo "vita")
Sunless heart, clouded mind
(Cuore buio, mente offuscata)
Night calls
(La notte chiama)
The thirteenth hour waits
(La tredicesima ora attende)
While helplessly I face
(Mentre affronto impotente)
My longest midnight
(La mia mezzanotte più lunga)

[Peter Light]:
I'm lost in the dead of night
(Mi trovo perso nel cuore della notte)
Stranded in puzzlement, zeal will die with my
moonlight
(Disperso tra la confusione, lo zelo morirà con
il mio chiaror di luna)
[Peter Light & Mr. Shadow]:
I'm lost in the dead of night
(Mi trovo perso nel cuore della notte)
Stranded in puzzlement, zeal will die with my
moonlight
(Disperso tra la confusione, lo zelo morirà con
il mio chiaror di luna)
[Mr. Shadow]:
Tonight I feel the stoke!
(Stanotte sento il rintocco)
Midnight stroke
(Il rintocco della mezzanotte)
The pitch-black raven croaks
(Il corvo nero-pece gracchia)
Negate!
(Nega!)


Hold on to smoke
(Aggrappandosi al fumo)
The darkest hour waits for me
(L'ora più buia mi aspetta)
Now it's nightfall!
(Ora è il calare della notte)

[Peter Light]:
Nightfall
(Il calare della notte)
Coiled in murky twilight
(Avvolto in un crepuscolo ombroso)
Lightless path, moonless sky
(Sentiero privo di luce, cielo privo di luna)
Night calls
(La notte chiama)
Yet, I'm not ready now
(Ora, non sono ancora pronto)
Too soon came the crow
(Il corvo è giunto troppo presto)
The darkest of nights
(La più oscura delle notti)


Night falls
(Cala la notte)
On what I used to call "life"
(Su ciò che un tempo chiamavo "vita")
Sunless heart, clouded mind
(Cuore buio, mente offuscata)
Night calls
(La notte chiama)
The thirteenth hour waits
(La tredicesima ora attende)
While helplessly I face
(Mentre affronto impotente)
My longest midnight
(La mia mezzanotte più lunga)

[Peter Light]:
Mitigate
(Mitigare)
The purple light
(La luce viola)
That perpetuates
(Che perpetua)
In the wood tonight
(Nel bosco stanotte)


Crushing weight
(Un peso schiacciante)
Nowhere to hide
(Nessun luogo in cui nascondersi)
I'll meet my fate
(Incontrerò il mio destino)
Right after midnight
(Appena dopo la mezzanotte)


Mitigate the purple light...
(Mitigare la luce viola...)

[The Oak of Wisdom]:
Eyes...
(Gli occhi...)
Misplaced without moonlight
(Disadattati senza il chiarore lunare)
Lights are forsaking thy zeal tonight
(Le luci stanno abbandonando il tuo zelo
stanotte)
Shadows will rise
(Emergeranno le tenebre)
Lost in the dead of night
(Perso nel cuore della notte)
Stranded in puzzlement, zeal will die tonight
(Disperso tra la confusione, lo zelo morirà
questa notte)

[Mr. Shadow & The Oak of Wisdom]:
My eyes...
(I miei occhi...)
Misplaced without moonlight
(Disadattati senza il chiarore lunare)
Lights are forsaking my zeal tonight
(Le luci stanno abbandonando il tuo zelo
stanotte)
Shadows will rise
(Emergeranno le tenebre)


I deny
(Nego)
My midnight
(La mia mezzanotte)

Chicago, Stati Uniti d'America, anno 2085. Il brusio distante della vita di città rimane al di fuori delle spesse pareti di vetro di un moderno appartamento di stile, ubicato all'undicesimo piano di un grattacielo della Downtown, in questo grigio pomeriggio di febbraio. Una ragazza di 24 anni è seduta alla scrivania davanti al computer, completamente nuda. Il suo nome è Kayla ed è una ritrattista. I suoi grandi e bellissimi occhi castani riflettono la meraviglia di ogni sorta di capolavoro che scorre sullo schermo del suo computer. Kayla si sofferma affascinata su ogni singola immagine per circa 30 o 40 secondi, contemplandone la bellezza delle forme, dei lineamenti e dei colori, per poi passare a quella successiva: un murales, un olio su tela, un tatuaggio, un arazzo, un body-painting... sebbene provenienti dalle correnti artistiche più disparate, ognuna di queste opere d'arte rivela qualcosa di magico, unico e speciale, tuttavia qualcosa che appartiene soltanto al passato e che perciò crea inevitabilmente una disgustosa antitesi con l'epoca in cui vive Kayla. L'orologio digitale sullo schermo segna le 4.00 del pomeriggio: è giunto il momento per la giovane donna di sperimentare... creare qualcosa di nuovo... lasciare che tutta la sua ispirazione artistica fluisca e si materializzi sul suo stesso corpo. Come di consueto, l'intero processo richiede ore, ma ciascun passaggio deve doverosamente venire portato avanti con delicatezza, equilibrio perfetto e con estrema attenzione ad ogni singolo dettaglio, come se fosse un rito religioso. La selezione dei colori è il primo passo fondamentale: Blu di Klein, Grigio Calice e Rosa di Persia sono oggi quelli selezionati. A questo punto, con l'ausilio di una matita a carboncino, la giovane artista comincia a delineare le curve sul suo stesso corpo. Quando il processo è completo e una volta che i colori sul suo corpo si sono asciugati, Kayla si sdraia sensualmente sul divanetto bianco-perla ed inizia a scattare alcune immagini 3D di sé stessa, per mezzo delle quattro fotocamere automatiche che sono strategicamente posizionate agli angoli del suo soggiorno luminoso. La luce giusta è fondamentale e non deve assolutamente essere lasciata al caso. Per finire, la foto 3D selezionata viene ridisegnata su una tela bianca, cambiando in parte lo sfondo e aggiungendo alcuni dettagli ai colori, ma senza alterare in alcun modo la forma e l'aspetto del suo corpo o del volto: la sua immagine deve essere infatti doverosamente fedele all'originale. Quando Kayla sta per ultimare la sua opera, dopo 7 ore di lavoro incessante, nota tuttavia che sull'immagine 3D selezionata vi è un orribile sottile capello bianco in mezzo alla sua folta chioma nero-corvino. Lo individua quindi sul suo capo e, in maniera frenetica, lo strappa con grande ripugnanza. Né questo e neppure quella ruga sgraziata sulla fronte erano presenti due settimane prima, durante la sua ultima attività di body-painting. Una strana sensazione pervade Kayla e la sua nuda pelle comincia a rabbrividire. Un trauma. Il Tempo... le giornate si divorano a vicenda, i suoi bellissimi colori ingrigiscono sempre di più, la giovinezza e la bellezza si tramutano lentamente in polvere... e chi è dunque la vera Kayla? Il suo giovane corpo, così come qualsiasi corpo umano, è in costante cambiamento... la sua purezza è fuggevole... e la bellissima ragazza che lei ha appena ritratto su quella tela appartiene già inesorabilmente al passato.

Di nuovo nel 1942, 19 febbraio, al porto di Darwin, Australia. Un'imbarcazione sgangherata in legno approda e, una volta calata l'ancora, Captain Hook si getta fuori completamente ubriaco, cadendo a terra sul molo. Si rialza qualche secondo più tardi e beve un altro sorso dalla sua bottiglia di rum invecchiato. Con voce roca e in maniera poco comprensibile, mormora "19-10" e comincia a ripeterlo in modo ossessivo, ancora e ancora. Curiosamente la cittadina è quasi deserta, ma gli occhi distratti e disorientati del capitano non notano che gli unici a vagare per la città sono marinai e ufficiali. Si incammina così nell'entroterra, dirigendosi verso il nulla. Cala il crepuscolo e il suono delle onde del mare che si infrangono sulla costa svanisce lentamente, sempre più lontano. Il luccichio tremolante del deserto silente che riflette la volta stellata australiana è ora per Hook l'unica compagnia. Circa una mezzora più tardi, il percorso sterrato nella sabbia conduce l'uomo delirante ad un piccolo villaggio coloniale appena fuori Darwin, che è delimitato da una cancellata di legno: è una sorta di ranch. Sembra apparentemente un luogo abitato. Hook girovaga per un attimo, quando tutto ad un tratto gli si scorge alla vista una tenuta abbandonata dall'aspetto molto familiare: avvicinandosi, realizza che si tratta proprio della stessa casa che lo ha perseguitato per anni nei suoi strani incubi. E c'è una buca delle lettere all'entrata, marcata con un numero sbiadito, dove si legge a malapena "19-10". La recinzione in legno scolorita è in parte distrutta, il portico in stile tardo-vittoriano è in rovina, la porta di massello scardinata è rimasta semi-aperta. Illuminato solo dal chiaro di luna, Captain Hook fa un passo all'interno della tenuta ed improvvisamente la sua mente viene lacerata da una terribile sensazione. Un brivido... un lungo respiro soffocato... poi un'altra visione. Ed Hook cade sulle ginocchia. Appesa alla parete scrostata vi è una lampada ad olio: sopraffatto dal panico, il povero capitano si rimette in piedi e le si getta contro. Ci sono dei fiammiferi di fianco alla lampada, così che Hook riesce finalmente a fare un po' di luce. Ma, all'improvviso, la vista di vecchie fotografie di famiglia impolverate, appese alle pareti tutt'attorno a lui, spalanca un gigantesco vortice nella sua mente, riportandogli alla memoria un flusso di ricordi sopiti sul suo passato... un passato fatto di violenze, abusi sessuali e sofferenze. L'uomo senza volto che appare nei suoi sogni era suo padre. Lo fu veramente? Mentre rivive quelle reminiscenze sepolte Tempo addietro, panico e sbigottimento si fanno sempre più forti, mentre una forte nausea comincia a pervaderlo. E il ticchettio di quell'orologio distante rintocca con maggiore insistenza. Tuttavia, la sua mente comincia a contorcersi prendendosi gioco di lui, quasi per volerlo preservare e proteggere ancora, spingendo quindi il flusso di ricordi nella direzione opposta, così da riseppellire quelle orribili visioni nell'oblio, una volta per tutte. Questa è per Hook la sfida più difficile che lui abbia mai combattuto contro sé stesso. Il suo trauma più recondito.

Trauma

[Peter Light]:
A mental maze contorts
(Un labirinto mentale si contorce)
Denying a truth I can't thwart
(Negando una verità che non posso più impedire)


Disarray, a mind's war
(Disordine, una guerra della mente)
But I know it's all my fault
(Tuttavia, so che è tutta colpa mia)

[Captain Hook & Kayla]:
Chilling feeling
(Sentimento spaventoso)
It's an aching healing
(È una guarigione dolorosa)
From the muffled squealing
(Dallo stridio ovattato)
Of what I was before
(Di ciò che ero prima)


Flashes, clashes
(Flash, conflitti)
I revive these memories, ashes
(Rivivo questi ricordi, ceneri)
From a past that hurts and crashes
(Di un passato che fa male e che si scontra)
It's my mental war
(È la guerra della mia mente)

[Hook, Kayla & Mr. Shadow]:
Chilling feeling
(Sentimento spaventoso)
It's an aching healing
(È una guarigione dolorosa)
From the muffled squealing
(Dallo stridio ovattato)
Of what I was before
(Di ciò che ero prima)


Flashes, clashes
(Flash, conflitti)
I revive these memories, ashes
(Rivivo questi ricordi, ceneri)
From a past that hurts and crashes
(Di un passato che fa male e che si scontra)
Time to face the battle cry, mental war
(Tempo di affrontare il grido di battaglia,
guerra della mente)

[Mr. Shadow]:
When memories come ashore
(Quando i ricordi giungono a riva)
[Captain Hook]:
The labyrinth of psyche
(Il labirinto della psiche)
Deceives me, denies me and stops to restore
(Mi inganna, mi nega e impedisce di ricostruire)

[Mr. Shadow]:
A past I can't ignore
(Un passato che non posso più ignorare)
[Captain Hook]:
The clacking from my childhood
(Il ticchettio della mia infanzia)
Echoes and pounds louder now evermore
(Echeggia e martella ora più forte che mai)

[Mr. Shadow]:
Darkest hour, the midnight's clasp
(L'ora più buia, la stretta della mezzanotte)
[Captain Hook]:
The hands of Time around my neck
(Le mani del Tempo attorno al mio collo)
[Mr. Shadow]:
All the clockworks... they start to rust
(Tutti gli ingranaggi cominciano ad arrugginire)
[Captain Hook]:
Of what I was there's nothing left
(Di ciò che ero non rimane più nulla)

[Mr. Shadow]:
Darkest hour, the midnight's clasp
(L'ora più buia, la stretta della mezzanotte)
[Captain Hook]:
The hands of Time around my neck
(Le mani del Tempo attorno al mio collo)
[Mr. Shadow]:
All the clockworks... they start to rust
(Tutti gli ingranaggi cominciano ad arrugginire)
[Hook & Mr. Shadow]:
Of what I was there's nothing left
(Di ciò che ero non rimane più nulla)

[Peter Light, Kayla & Hook]:
Maze
(Labirinto)
[Peter Light]:
I've gone too far and I fought for
something, all for nothing back
(Mi sono spinto troppo lontano e ho lottato per
qualcosa, tutto per nulla in ritorno)
[Peter Light, Kayla & Hook]:
I can't tame
(Non posso domare)
[Kayla, la ritrattista]:
This self-destructive
personality
(Questa personalità autodistruttiva)

[Peter Light, Kayla & Hook]:
Crave
(Bramare)
[Peter Light]:
Defeated, cheated, denied tomorrow, a
growing sorrow in me
(Sconfitto, ingannato, il domani negato, un
crescente dolore in me)
[Peter Light, Kayla & Hook]:
But they fade
(Ma loro svaniscono)
[Kayla, la ritrattista]:
All my colors slowly turn to
grey
(Tutti I miei colori ingrigiscono lentamente)

[Peter Light, Kayla & Hook]:
Rave
(Delirare)
[Captain Hook]:
I can't escape my agoraphobic,
claustrophobic cage
(Non posso eludere la mia cella agorafobica e
claustrofobica)
[Peter Light, Kayla & Hook]:
Disarray
(Disordine)
[Captain Hook]:
A paranoid and chronophobic brain
(Una mente paranoica e cronofobica)

[Peter Light, Kayla & Hook]:
Youth and beauty turn to dust
(La giovinezza e la bellezza diventano polvere)
The sands of Time slipping through my hands


(Le sabbie del Tempo mi scivolano tra le mani)
The sandcastle crumbles fast
(Il castello di sabbia si sgretola velocemente)
And my masterpiece in peace will rest
(E il mio capolavoro riposerà in pace)


Darkest hour, midnight's clasp
(L'ora più buia, la stretta della mezzanotte)
The hands of Time twist around my neck
(Le mani del Tempo si attorcigliano attorno al
mio collo)
All the clockworks start to rust
(Tutti gli ingranaggi cominciano ad arrugginire)
Of what I used to be there's nothing left
(Di ciò che ero non rimane più nulla)

[Mr. Shadow]:
Nothing left!
(Nulla rimane)
I minuti sembrano ore, mentre Hook si ritrova seduto su una poltrona sgualcita nella sua casa natale, appena fuori Darwin. Guarda fisso nel vuoto, con occhi vacui e spalancati, lasciando che tutti quei rumori tormentosi ed insistenti gli risuonino in testa persistentemente. Tuttavia, uno di questi rimbomba più forte rispetto agli altri. Ne segue un altro, come un'esplosione. Le vecchie fotografie appese alle pareti oscillano, la terra trema. Sembra quasi che quel terribile frastuono che pervadeva la sua mente cronometrofobica sia fuoriuscito... ed ora è ovunque, tutt'attorno a lui. Hook si sveglia di soprassalto dal suo stato di trance e immediatamente corre fuori dalla tenuta diroccata. Fiamme, fumo nero e distruzione lo circondano... le persone urlano e corrono ovunque, passandogli vicino. Poi, un ronzio tonante sopra la sua testa gli fa alzare il capo verso il cielo. Un Aichi B7A del Servizio Aeronautico dell'Esercito Imperiale Giapponese (大日本帝国陸軍航空本部) sgancia un'altra bomba. Proprio quella casa, pervasa di ricordi ripugnanti e repressi, esplode e migliaia di schegge e detriti schizzano in tutte le direzioni, ferendolo a morte il capitano. Con metà del suo corpo totalmente dilaniato, Captain Hook giace ora agonizzante a terra, fissando quello sconfinato cielo nero-pece, mentre i suoni attutiti e confusi diminuiscono gradualmente. All'improvviso, nell'atto di esalare l'ultimo respiro, la sua voce dirompe in una fragorosa risata sadica e schizofrenica. Questa è l'ironia della vita, la fine amara. Il cielo si fa sempre più nero e quell'orologio ticchettante lontano finalmente svanisce.